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16th of January 2018

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La qualità della cura dipende dagli spazi del cuore – ZENIT – Italiano

È stata inaugurata ieri la mostra di disegni esposti nella sede dell’ospedale di Palidoro (Fiumicino), inaugurata dall’Em.mo Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, e dalla quale parte la campagna di raccolta fondi promossa dall’Ospedale Bambino Gesù e da “La Civiltà Cattolica”, per l’iniziativa “Caro Papa Francesco, ti regalo un disegno”, che ha l’obiettivo di sostenere la cura e l’accoglienza dei pazienti provenienti dall’estero.

Pubblichiamo di seguito il saluto dell’Em.mo Card. Pietro Parolin, pronunciato ieri nel corso dell’inaugurazione:

Eccellenza, Signora Presidente, Illustri medici e personale paramedico, Signore e Signori, Cari amici,

È per me una gradita occasione intervenire all’inaugurazione della Mostra “Caro Papa Francesco, ti regalo un disegno”. Ringrazio per l’invito il Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Parimenti ringrazio per la loro presenza le Autorità qui intervenute. La mostra raccoglie i disegni donati al Santo Padre dai bambini di cinque continenti. Essi comunicano il mondo visto dai fanciulli. Desidero mettere in evidenza la collaborazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e la rivista La Civiltà Cattolica a cui questi preziosi disegni erano affidati perché portassero frutto, come dei piccoli talenti. Sono un dono dei bambini al Papa e ora possono diventare un dono per altri bambini. L’Ospedale avvia in tal modo un’iniziativa diretta al sostegno delle attività di cura sanitaria rivolte ai piccoli pazienti privi di copertura sanitaria e provenienti dai vari continenti. La Santa Sede, che ha a cuore il bene dei bambini, sostiene con gioia questo progetto. Nell’attività internazionale della Santa Sede un posto privilegiato occupa l’attenzione per i bambini e in tale ambito un compito di primo piano è svolto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che unisce la passione della carità all’intelligenza del sapere medico. Sostenere la sua azione significa allargare i confini della solidarietà, sia nell’accoglienza dei bambini provenienti da diversi Paesi del mondo, sia nella diffusione della formazione e del sapere. Sono lieto di visitare in questa occasione la sede di Palidoro. Questa bella struttura ci testimonia l’intuizione profetica del Beato Paolo VI che nel 1978 – quasi 40 anni fa – affidava il centro, prima gestito dalla Pontificia Opera di Assistenza, alla direzione dell’Ospedale. Possiamo leggere in quel gesto un’azione di discernimento per interpretare i segni dei tempi: dopo la scoperta del vaccino di Sabin e debellata la poliomielite, la struttura, dedicata alla cura di quella malattia, aveva bisogno di trovare una nuova vocazione. Era una sfida importante che richiedeva investimenti economici e risorse umane competenti da indirizzare in un territorio isolato e periferico. Quella sfida di ieri, oggi, vede il germoglio di alcuni frutti. Come ha affermato il Papa Francesco durante l’Udienza, concessa alla comunità dell’Ospedale nel dicembre dello scorso anno: “Il ‘Bambin Gesù’ non ha guardato alle sue ristrettezze, ma ha creato nuovi spazi e tanti progetti … Questo ci dice che la qualità della cura non dipende solo dagli aspetti logistici, ma dagli spazi del cuore. È essenziale allargare gli spazi del cuore: poi la Provvidenza non mancherà di pensare anche agli spazi concreti!” Il grande impegno e la grande passione delle persone che hanno lavorato a Palidoro, sono il segno della capacità di saper allargare gli spazi del cuore e saper attendere, con gli occhi della speranza che questo si trasformi in spazio concreto di accoglienza. Un ringraziamento lo dobbiamo a tutti coloro che in tutto questo tempo hanno contribuito quotidianamente allo sviluppo della sede. Oggi osserviamo risultati significativi che portano il centro di Palidoro ad essere un riferimento importante per il sistema sanitario nazionale italiano; un luogo dove si offrono risposte concrete ai bambini e ai ragazzi malati. Si tratta di una struttura che punta all’eccellenza, dotata di strumenti di ultima generazione per la riabilitazione e per la diagnostica. Il tempo liturgico d’Avvento, che stiamo vivendo, ci insegna la feconda prospettiva di coniugare attesa e speranza. Ci sprona quindi a prepararci sempre meglio all’accoglienza per rispondere alle necessità dei piccoli malati e migliorarci ulteriormente. Nel servizio di cura abbiamo bisogno continuamente di seguire la strada dell’innovazione scientifica e tecnica, mantenendo sempre al centro il paziente e la sua famiglia, rispettandone pienamente i diritti e intercettandone i bisogni. È questa da sempre la missione di tutto l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Per compierla è cruciale che le attività di diagnosi e di cura siano basate su valori evangelici condivisi da tutto il personale e i dirigenti e siano ispirati all’alta professionalità e alla trasparenza. Vorrei concludere con le parole di Papa Francesco: “Lo sguardo di Maria, Consolatrice degli afflitti, illumina il volto della Chiesa nel suo quotidiano impegno per i bisognosi e i sofferenti. I frutti preziosi di questa sollecitudine della Chiesa per il mondo della sofferenza e della malattia sono motivo di ringraziamento al Signore Gesù, il quale si è fatto solidale con noi, in obbedienza alla volontà del Padre e fino alla morte in croce, perché l’umanità fosse redenta” (Messaggio per la XXVª Giornata mondiale del malato, 2017). Nell’esprimervi un sincero ringraziamento per il vostro impegno, vi incoraggio a perseverare nel cammino intrapreso ed auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un santo Natale e un sereno Anno Nuovo.

© Copyright – Libreria Editrice Vaticana

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