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19th of July 2018

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AFRICA/EGITTO - Assalti settari dopo l'arresto di un copto accusato di offese al Profeta Mohammad

Copts United

Minya (Agenzia Fides) – Un giovane egiziano copto è stato arrestato nel villaggio di Menbal, nella provincia di Minya, con l'accusa di aver condiviso sui social media alcuni video considerati offensivi nei confronti del Profeta Mohammad. L'arresto era stato predisposto dalle forze di polizia locali forse anche con l'intento di raffreddare la tensione e evitare reazioni incontrollate da parte di gruppi di islamisti facinorosi presenti nella zona. Ma la misura non è stata sufficiente a garantire la calma: dopo l'arresto, le case di famiglie cristiane del villaggio sono state assaltate da bande di esaltati (vedi foto) che volevano “far pagare” a tutti i cristiani del villaggio le presunte offese rivolte dal giovane copto al Profeta. Le violenze di strada sono state placate a fatica dagli apparati di sicurezza. Nel 2016 (vedi Fides 8/3/2016) cinque studenti copti furono condannati a cinque anni di prigione per il reato di oltraggio all'islam, dopo che nella primavera del 2015 avevano diffuso una videoclip di pochi secondi, realizzata con il cellulare, in cui mimavano la scena dello sgozzamento di un fedele musulmano in atteggiamento orante. Nel settembre di quello stesso anno (vedi Fides 9/9/2016) i cinque studenti furono espatriati in Svizzera, dove hanno presentato richiesta d'asilo. Nel frattempo, nel giugno 2016 (vedi Fides 13/6/2016), il governo egiziano aveva respinto le proposte di cancellare la legge che punisce il vilipendio della religione, disposizione penale utilizzata anche in tempi recenti per imbastire processi e comminare pene su casi controversi, che hanno diviso l'opinione pubblica nazionale. (GV) (Agenzia Fides 11/7/2018).

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