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ASIA/INDONESIA - I Camilliani e i volontari della diocesi di Manado impegnati insieme per i soccorsi a Sulawesi

venerdì, 12 ottobre 2018

Cadis

Palu (Agenzia Fides) – “Mi trovo a Palu, ho visitato alcune località dove il terremoto ha seminato grande devastazione” racconta all’Agenzia Fides padre Andi Suparman, missionario Camilliano, giunto sull’isola di Sulawesi per conto del Camillian Disaster Service International (vedi Fides 3/10/2018). “In alcune zone – osserva – in particolare, Petobo e Jono, si è verificato il devastante fenomeno geologico che provoca, durante i terremoti, la liquefazione del suolo, che ha portato via tutto. Petobo è un villaggio di oltre 700 famiglie. La liquefazione del suolo ha causato la fuoriuscita di fango e acqua dalla superficie del terreno, che ha travolto case e proprietà. Alcuni edifici e persone sono state letteralmente ingoiati dal terreno. Oggi Petobo è proprio come un vecchio cimitero, dove non è rimasta più alcuna traccia che dia possibilità di identificare cosa sia rimasto”. “Jono – continua p. Andi - è un’altra località dove case, costruzioni e strade sono state completamente cancellate. Fino ad oggi era una pianura ma, in seguito all’accumulo di terreno dovuto alla liquefazione, si è trasformata in piccole colline e le strade sono spaccate in due. In confronto a Lombok, dove mi trovavo per le prime operazioni di soccorso, il terremoto di Palu non ha paragoni. A Lombok, i sopravvissuti sono rimasti nei luoghi di evacuazione; sono state costruite tende temporanee proprio accanto alle loro case. E alcuni hanno iniziato a ricostruire le loro case sul sito originale. A Palu, invece, molti sono stati costretti a spostarsi dal luogo dall'epicentro, in posti più sicuri. Il tremore della terra è costante a causa delle scosse di assestamento e la gente vive tuttora nel panico”. Il Camilliano rileva che “i sopravvissuti sono pochi. Tanta gente, terrorizzata, ha lasciato la regione per trasferirsi in altre città o isole. Ci sono ancora volontari alla ricerca di sopravvissuti. La città di Palu è ancora paralizzata. I negozi sono distrutti o chiusi. Al momento nessuna attività è aperta. I beni di soccorso arrivano a Palu, dopo oltre 12 ore di viaggio da altre città come Makassar o Manado. I Camilliani stanno compiendo una valutazione delle necessità nei siti maggiormente colpiti dalla devastazione. Ho cercato di raggiungerli e li ho ascoltati per capire in che modo collaborare”. I religiosi collaborano con il gruppo guidato da p. Romo Joy Derry Ketua, direttore della Commissione Economica e Sociale della diocesi di Manado. “I Camilliani si sono impegnati ad assistere oltre 700 famiglie, come richiesto da padre Joy”, spiega, raccontando della collaborazione con la Chiesa locale. Il Centro operativo di soccorso si trova nella parrocchia di Santa Maria a Palu, nella diocesi di Manado. “Al momento, le persone hanno urgente bisogno di: tende, riso, zucchero, latte, coperte, materassi, sapone, vestiti e generatori per corrente elettrica”, conclude padre Suparman. (AS/AP) (12/10/2018 Agenzia Fides)

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